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L'OPINIONE di MASSIMO INTROPIDO
LA RIPRESA DELL'INFLAZIONE RIPROPONE IL PROBLEMA DI SALVAGUARDARE IL PROPRIO CAPITALE DALL'EROSIONE DI VALORE. VI SONO DIVERSI MODI PER PROTEGGERSI. TRA QUESTI, IL TRADING RIMANE COMUNQUE IL VINCENTE.
Milano, 9 marzo 2011.
Cari Lettori,
le recenti dichiarazioni di Trichet lasciano intendere che la Banca Centrale Europea sia propensa a varare un'aumento dei tassi di interesse già dal prossimo aprile. D'altra parte, i dati sull'inflazione europea mostrano un certo surriscaldamento e sorprende che l'istituto di Francoforte, solo giovedì scorso, si sia dichiarato favorevole alla manovra.
E dire che lo scorso febbraio, Trichet definiva "bilanciato" il quadro legato all'inflazione (cioè la probabilità dei prezzi di aumentare più del previsto è pari a quella di una crescita inferiore alle aspettative), mentre il giorno successivo, Lorenzo Bini Smaghi membro italiano del board della Bce, si esprimeva ben diversamente, sottolineando come l'inflazione fosse già un problema estremamente attuale da affrontare.
Questa doppia interpretazione, ad un solo giorno di distanza, ha rappresentato un fatto non proprio edificante per la Bce. Le affermazioni disomogenee dei propri esponenti hanno svelato pesanti contraddittorietà d'opinioni all'interno del comitato direttivo, anche se poi, è prevalso l'allineamento dei pareri a favore di un'aumento del costo del denaro.
Subito la stampa finanziaria ha iniziato a caldeggiare i titoli obbligazionari, di Stato o corporate, la cui remunerazione è legata all'inflazione. In effetti, le condizioni globali dell'economia possono anche lasciare spazio a qualche aumento dei tassi di interesse, purché esso sia limitato e graduale.
In altre parole, l'inflazione potrebbe essere maggiore rispetto alla velocità con cui si rifletterà nei rendimenti dei titoli obbligazionari, quindi sorge la necessità di rifugiarsi su titoli ibridi oppure accettare una maggiore esposizione al rischio e, tramite il trading, ottenere profitti ben più alti rispetto a quanto eroso dall'inflazione.
Più volte ho sottolineato i benefici che derivano dal saper fare trading sui mercati azionari. Di per sé questa capacità è sempre profittevole, ma in alcuni periodi lo diviene ancor di più.
In anni come il 2010, abbiamo assistito ad una crescita preponderante e continua dei settori azionari forti, anche in momenti non favorevoli. Quest'anno invece, i settori forti (come il finanziario) non dimostrano la stessa resistenza e soffrono di abbondanti ritracciamenti nelle fasi di difficoltà. Quindi fare trading diventa tanto più importante quanto più incerta è la tendenza di tutto il mercato e/o dei titoli principali.
Per dimostrare come il mercato confermi la mia visione, riporto i seguenti dati utili a chiarire il concetto. Studiando le ultime 60 sedute di Borsa (i tre mesi passati) ho calcolato i minimi e massimi raggiunti da titoli appartenenti all'indice FTSE MIB. Successivamente, ho calcolato la differenza tra il minimo ed il massimo assoluto (il cosiddetto range) e la differenza tra la chiusura di lunedì ed il massimo, per calcolare il ritracciamento.
Ebbene, prendendo come primo esempio Unicredit, si può dire che il minimo delle ultime 60 sedute è stato segnato a 1,463, il massimo a 2,025, mentre ieri ha chiuso a 1,784. Il che comporta un range (quindi un massimo profitto teorico di un’operazione rialzista) del 38,41%, ma anche un ritracciamento dell’11,90% (cioè la perdita a cui si sarebbe andati incontro comprando sui massimi e tenendo il titolo fino alla chiusura di ieri). La chiusura di ieri comporta comunque il mantenimento di un guadagno del 21,94% rispetto ai minimi delle ultime 60 sedute.
In altre parole, nelle ultime 60 sedute Unicredit ha dato potenzialmente la possibilità di guadagnare più del 30%, ma anche di perdere quasi il 12%, conservando alla fine un progresso di quasi il 22%. Certo, è difficile digerire un -11,90% in un periodo in cui il titolo ha guadagnato, dai minimi, quasi il 22%. Ma per passare da un risultato all’altro è sufficiente sbagliare la tempistica operativa. Questi numeri dimostrano la necessità di utilizzare la logica del trading anzichè quella dell'investimento quando si sceglie di investire in un titolo simile.
E per chiarire ulteriormente il concetto, nella tabella sottostante ho riportato gli stessi calcoli effettuati sui principali titoli di Piazza Affari. Come è possibile notare, la maggior escursione in entrambi i sensi si presenta proprio per le banche, vale quindi la raccomandazione, più volte ribadita, di investire con un'ottica di trading anche nei settori che si dimostrano forti.
TITOLO |
MINIMO |
MASSIMO |
CHIUSURA |
RANGE |
RITRACCIA- |
GUADAGNO NETTO |
BANCO POPOLARE |
+ 2,2925 |
+ 2,7725 |
+ 2,404 |
+ 20,94% |
- 13,29% |
+ 4,86% |
BANCA MPS |
+ 0,79 |
+ 1,036 |
+ 0,9365 |
+31,14% |
- 9,60% |
+ 18,54% |
BN.POPOLARE MILANO |
+ 2,49 |
+ 3,2275 |
+ 2,974 |
+ 29,62% |
- 7,85% |
+ 19,44% |
ENEL |
+ 3,6575 |
+ 4,364 |
+ 4,214 |
+ 19,32% |
- 3,44% |
+ 15,21% |
ENI |
+ 16,16 |
+ 18,66 |
+ 17,65 |
+ 15,47% |
- 5,41% |
+ 9,22% |
FIAT |
+ 6,07 |
+ 8,18 |
+ 6,285 |
+ 34,76% |
- 23,17% |
+ 3,54% |
GENERALI |
+ 13,59 |
+ 17,05 |
+ 16,09 |
+ 25,46% |
- 5,63% |
+ 18,40% |
INTESA SAN PAOLO |
+ 1,882 |
+ 2,6325 |
+ 2,354 |
+ 39,88% |
- 10,58% |
+ 25,08% |
MEDIOBANCA |
+ 6,48 |
+ 8,07 |
+ 7,57 |
+ 24,54% |
- 6,20% |
+ 16,82% |
STM MICROELEC. |
+ 7,525 |
+ 9,635 |
+ 9,42 |
+ 28,04% |
-2,23% |
+ 25,18% |
TELECOM |
+ 0,95 |
+ 1,158 |
+ 1,116 |
+ 21,89% |
- 3,63% |
+ 17,47% |
UBI BANCA |
+ 6,26 |
+ 7,97 |
+ 7,07 |
+ 27,32% |
- 11,29% |
+ 12,94% |
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